Le azioni

02 Marzo 2013

La carica delle centoeuno, tra carica e resistenza

Carica e resistenza. Sono queste le due parole emerse dalle giornate di dialoghi promosse dall’iniziativa la Carica delle 101 che si è svolta ieri ed oggi a Pordenone e Trieste.

Incontri in cui è stata rimarcata l’importanza delle parole e la loro veridicità. Le centoeuno sono donne competenti e vere che si sono volute raccontare al di là del loro ruolo svolto nel mondo del lavoro. Hanno passione e cercano di creare una rete che vada oltre  gli schemi e le chiusure, mentali e fisiche. Sono donne che vogliono uscire, vogliono rompere le gabbie, per allargare la propria rete.

Una rete che deve restare viva, con altri appuntamenti oltre ai dialoghi della  Carica, unendo donne provenienti da città diverse, con culture differenti ma tutte del Friuli Venezia Giulia. Una terra speciale, dove le donne, lavorano bene offrendo più di quello che raccolgono.

Chi sono le donne di questa edizione?

Sono donne che hanno manifestato in queste due giorni i loro dolori e le loro gioie. Donne che hanno parlato di figli, di malattia, di fatica.

Donne che hanno pianto e riso insieme mostrando le loro lacrime i loro sorrisi. Donne che soffrono per le malattie in famiglia. Donne che amano i loro uomini e che a volte anche li odiano.

Sono imprenditrici, universitarie, chirurghe, libere professioniste, ricercatrici, artiste, giornaliste, architette, commercialiste, presidenti di fondazioni, ristoratrici, avvocatesse, attrici, politiche e ancora altro.

Patrizia Rigoni. Parole vive … Di cosa siamo fatte? Di senso del dovere? di passione? Di senso di maternità che forse abbiamo innato dentro di noi? Sono questi alcun degli interrogatori che si è posta in questa seconda edizione l’ideatrice dell’evento Patrizia Rigoni.

Le risposte non arrivano tutte insieme ma fermarsi a pensare in un momento così difficile,  è fondamentale. Una riflessione che Patrizia Rigoni fa anche per spostare l’attenzione su un obiettivo

importantissimo: il linguaggio come questione vivente. Ogni donna, ogni granello di melograno è vivente. E ha un suo lingnuaggio.

La carica delle 101 serve per rianimare il mondo, le parole, ma anche i fatti in un gesto collettivo. Le donne di oggi devono smettere di parlare con parole morte, di dare giudizi, abbiamo bisogno di parole vive, di parole nuove, molte delle cose che diciamo non hanno radici dentro le nostre bocche perché viviamo di pregiudizi. Le vite degli altri sono straordinarie.

Tutto quello che dobbiamo fare è un doppio lavoro, fatto da tutti, di decostruzione della parola morta e di ricostruzione della parola viva che è dentro nelle esperienze di ciascuno di noi.

Federica Seganti. Una regione rappresentata dall’assessore alle attività produttive Federica Seganti che ha aperto i dialoghi di oggi ricordando che – “le donne si distinguono per la loro concretezza, per la loro capacità di gestire il tempo, che viene scandito al meglio per gestire i numerosi impegni”.  La Seganti, ha proseguito il suo discorso, descrivendo il volto femminile nell’imprese dal quale è emerso che le donne sono più prudenti quando fanno business plan, più razionali, presentano progetti d’impresa ancorati alla realtà ma da un lato meno “bancabili”.  Donne che generalmente hanno meno capitali di partenza disponibili e che per questo la Regione ha deciso di aiutare riproponendo un nuovo bando per l’imprenditori al femminile a fondo perduto fino al 70 %.

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