Le azioni

01 Marzo 2012

Marzia Lazzerini si dedica a curare i bambini che nelle periferie del mondo crescono con pochi mezzi, scarsa attenzione e niente cibo

l mondo è pieno di cervelli in fuga, lei verrebbe da chiamarla una scienziata in missione: Marzia Lazzerini è medico dell'ospedale Burlo Garofolo di Trieste - uno dei centri di eccellenza della pediatria italiana -, ha studiato alla Scuola di malattie tropicali di Liverpool, per fare la tesi è andata fino in Brasile e da anni si dedica a curare i bambini che nelle periferie del mondo crescono con pochi mezzi, scarsa attenzione, niente cibo, e si salvi chi può.

A guardarli alla televisione sembrano una battaglia persa: sono lì da sempre, sempre negli stessi luoghi, con le gambe sottili e lo sguardo spento di chi non si aspetta nulla ed è pronto ad accettare di tutto. Visti con gli occhi di questa giovane pediatra, sono un problema che sta trovando la sua soluzione: da un paio di mesi nel barrio Kilamba Kiaxi di Luanda, la capitale angolana stretta tra un mare di grattacieli e un oceano di bidonville, i bambini denutriti hanno una speranza in più. Sa di buono, di dolce, di latte, olio e noccioline. Ma ha un impalpabile retrogusto di carne in scatola: è grazie ai centomila euro del premio Montana - il colosso della gastronomia che impacchetta tagli di manzo e sostiene la ricerca nutrizionale - che la pediatra triestina ha vinto la possibilità di mettere alla prova l'uovo di Colombo dell'aiuto alimentare. Perché fare arrivare dall'Europa il cibo per sfamare i bimbi dell'Africa? All'ospedale Divina Providencia di Luanda pochi soldi, un mixer industriale e una batteria di ingredienti acquistati al mercato locale di Roque Santeiro bastano a rimettere in piedi decine di piccoli affamati. La formula è magica, il costo semplicemente risibile: «Per riabilitare un bambino denutrito ci vogliono in media tre settimane di terapia. Il nostro preparato costa meno di un euro al giorno, il che vuol dire che una ventina di euro possono fare la differenza tra la vita e la morte».

Marzia Lazzerini pubblica su Lancet e nella Cochrane Library, ha messo a fuoco il valore dello zinco nella dieta dei primi anni di vita, ha alle spalle un lungo curriculum da ricercatrice sulla salute alimentare del bambino. Noi vorremmo sapere della sua miscela miracolosa, ma quando la incontriamo al Burlo di Trieste lei preferisce partire dalle fogne, l'incuria e la povertà delle strade di Luanda. E dalle contraddizioni di un paese che nel 2008 ha avuto la terza crescita economica più alta del mondo, ma nel 2010 tollera ancora che quasi un bambino su due sia denutrito cronico e uno su diciassette denutrito acuto: «In centro puoi comprare acqua francese a sei euro alla bottiglia, ma appena esci dai quartieri residenziali vedi nugoli di bambini giocare tra montagne di spazzatura e liquami che scorrono a cielo aperto». La ricchezza c'è, è evidente, e viene da sottoterra: petrolio, oro e diamanti, soprattutto.

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