Le azioni

08 Febbraio 2013

Donne in dialogo: ritorna la carica delle centoeuno

E questa volta non sono solo donne triestine, ma anche friulane. Sono imprenditrici, universitarie, chirurghe, libere professioniste, ricercatrici, artiste, giornaliste, architette, commercialiste, presidenti di fondazioni, ristoratrici, chirurghe, avvocatesse, attrici, politiche e ancora altro.
Sostengono l’economia italiana ma soprattutto un processo culturale di lenta trasformazione nei modi di essere e di fare.
Tutte racconteranno le loro Imprese in due giorni di dialogo.

Venerdì 1 marzo a Pordenone e sabato 2 a Trieste centoeuno donne s’impresa si incontrano per il secondo forum “La carica delle centoeuno- libro vivo n. 2”.
L’evento è nato e organizzato nel 2011 da un’intuizione della scrittrice e sociologa Patrizia Rigoni, che da più di dieci anni raccoglie narrazioni sulle esperienze professionali in giro per l’Italia e nelle aziende.
“Dati il successo della prima edizione, l’entusiasmo che ha coinvolto tutte le donne ma anche credo l’urgenza di trovare nuove vie per il paese – spiega la Rigoni – abbiamo deciso di promuovere una seconda iniziativa, con la volontà di allargarci su scala regionale, come era già nelle mie intenzioni originarie”.
Le donne saranno ancora centoeuno, infatti, ma verranno da tutta la Regione Friuli Venezia Giulia: metà donne della città di Trieste, metà donne dall’area di Udine Tolmezzo e Pordenone. Se nella prima edizione i muri che dovevamo affrontare erano quelli tra settori produttivi della città di Trieste oggi in questo secondo la scommessa spinge su muri geografici, che generano stereotipi e non facilitano le collaborazioni.
Per l’area di Gorizia ci auguriamo di poter realizzare una terza edizione, sul confronto tra un muro ancora più profondo, quello dell’ex confine. E sarà il libro vivo n.3, con cui chiuderemo la nostra rete, che speriamo si apra poi in modo autonomo, da parte delle stesse donne.
Trecento donne che si potranno conoscere ed aggregare e finalmente sapranno che patrimonio intellettuale e etico e imprenditoriale e valoriale esiste in questa regione.”

Un’occasione di aggregazione femminile che recupera la storia stessa della regione ma anche i modelli innovativi che non trovano ancora sufficiente promozione, contribuendo così a promuovere peculiarità culturali ed economiche di questa regione di ‘primule e temporali’.
“Questo patrimonio delle donne di sapere e saper fare, di costruire e continuare a produrre economia, mettendo mano ai temi della concretezza senza fermare il rinnovamento – precisa l’ideatrice – può confrontare linguaggi e pratiche dei settori che non si conoscono se non per sentito dire, per luoghi comuni, per approssimazioni. Nel confronto diretto si aprono le prospettive, si riduce il pregiudizio, di semina il valore necessario della complessità da una parte ma dall’altra si individua anche una sorta di mappa dei punti che si condividono, di principi collettivi. La responsabilità di ciascuno allora diventa ponte di quella collettiva. Credo che questo sia valore e dia valore. E perciò debba venir narrato, per essere moltiplicato nell’ascolto. E poi ancora nella diffusione su larga scala, in una conoscenza che si propaghi”.
E così si spiega anche il senso del sottotitolo dell’iniziativa, “libro vivo”, perché proprio di questo si tratta: narrazione, racconti di imprese e di vite. Per poi sapere con più certezza che è proprio l’esperienza di tutte a creare storia, economia, politica. Ma soprattutto cultura.

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