Le azioni

Marina Bortul Marina Bortul
28 Febbraio 2013

Scopri le interviste delle protagoniste

Proseguiamo il nostro percorso alla scoperta di un'altra 101.

È uno dei chirurghi dell'ospedale triestino di Cattinara, ma allo stesso tempo è anche un docente alla facoltà di medicina, mamma e moglie. Marina Bortul, umiltà e voglia di fare, in un concentrato di buon umore.

Nome: Marina

Cognome: Bortul

Professione: chirurgo e docente universitario

Percorso di studio: un liceo scientifico come base per iniziare il suo lungo percorso.  Finiti gli studi superiori ho intrapreso gli studi per la carriera medica che, dopo la laurea e’ stata seguita dalla specializzazione in chirurgia generale e chirurgia vascolare. Il mio percorso, non sempre facile e talvolta molto impegnativo, è proseguito ricoprendo il ruolo di assistente ospedaliero e successivamente come ricercatore, dal 2000 come professore associato e quindi docente universitario presso la facoltà di medicina dell’Università di Trieste. Dedicare parte della vita anche all'insegnamento ritengo sia un gran privilegio: i giovani studenti di oggi, saranno i medici e i chirurghi di domani condividendo con loro la propria esperienza, le proprie competenze dando il giusto esempio.

Attività: ho sempre voluto fare il chirurgo, anche se inizialmente non mi sarebbe dispiaciuto neanche una carriera all'interno dell'ambito della ginecologia e dell'ostetricia. L’aspetto positivo e’ quello di poter toccare con mano il risultato della propria opera nei confronti del paziente attraverso la realizzazione di un intervento svolto correttamente.

Vicende al femminile... Le confesso che inizialmente non è stato facile. Fare il chirurgo in un mondo che quando ho iniziato, diversamente che oggigiorno, era quasi tutto al maschile non è stato semplice. Riuscire a superare l'ostilità che spesso si respirava o far cadere le battute alcune volte infelici mi ha richiesto un po' di pazienza in più rispetto che a un collega maschio. Però, forse anche grazie a questo allenamento extra e soprattutto a bravi maestri, sono riuscita a raggiungere tanti obiettivi, primo fra tutti il riscontro positivo da parte dei pazienti. l

Cambiamenti al femminile nel mondo medico? Si. Ci sono stati. Tenga presente che quando ho iniziato le donne che intraprendevano la carriera chirurgica erano ancora poche. Ora, con il passare del tempo, la professione medica è intrapresa in maggioranza da donne che oggi rappresentano quali il 60% degli iscritti alla facoltà di medicina.

Cosa vuol dire essere donna oggi? Essere donna e chirurgo richiede innanzitutto avere una buona resistenza fisica e, se presente avere un contesto familiare in grado di capire le necessità di una professione come questa che spesso non ha orari prestabiliti.

Secondo le siamo al centro di un cambiamento culturale?

Al momento di primari chirurghi donne non ne abbiamo molti, però le devo dire in tutta onestà, che non credo ci siano degli impedimenti nel settore perché questo possa diventare realtà. Manca ancora la giusta maturità lavorativa da parte di molte donne per riuscire a raggiungere questa posizione, ma l'ambito medico è pronto.

Conciliare lavoro e famiglia, come si riesce a fare tutto?

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che non si puo’ fare tutto pero’, con un po’ di organizzazione, si riesce a conciliare il tutto abbastanza bene. È inevitabile che i figli, prima o poi qualcosa te lo rinfaccino ad esempio il poco tempo che magari dedichi a loro anche se poi credo e spero che i figli siano in grado di comprendere. Del resto anche in molte altre attività lavorative diventa difficile lavorare con orari prestabiliti o restare a casa quanto loro vorrebbero.

Cosa vorrebbe fare oggi per le donne di domani?

Credo di fare già una cosa importante, ossia quella di dare il buon esempio impegnandomi ogni giorno al massimo nel mio lavoro e a svolgere la mia professione con impegno e serenità. Cerco di comunicare alle giovani donne di oggi che, seppur rinunciando a parte del tempo libero per se stesse, è possibile la conciliazione di lavoro e famiglia senza farsi vincolare da falsi preconcettiche si possono coltivare le proprie aspirazioni non ultimo quello della maternità.

Quanto sono importanti le manifestazioni come la carica delle 101?

Sono molto importanti, sono delle belle opportunità per far vedere che esiste un fronte comune di persone con delle abilità e della capacità importanti seppur diverse: che esistono donne che riescono comunque a svolge la propria attività nonostante il momento di crisi in cui stiamo vivendo (intendendo le donne imprenditrici) . Esempi per i giovani che possano comprendere l'importanza di studiare, di applicarsi, di investire su se stessi. Donne e uomini, non importa il sesso di appartenenza: ci sono oggi tante persone valide che possono dare l'esempio: non sarebbe bella una carica DEI e DELLE 101?

Lei che si confronta tutti i giorni con i giovani, cosa ne pensa delle tante fughe di cervelli anche nel settore medico?

Sinceramente, per me che adoro il mio paese, rappresenta una condizione a dir poco deprimente dal momento che non c’e’ la possibilità di dare spazio a giovani talenti anche in campo medico di lavorare in maniera adeguata. Pero’ io credo e spero che, un po’ alla volta si potrà far in modo di migliorare e fare crescere il nostro paese giorno dopo giorno.


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